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mercoledì 20 marzo 2013

DONARE IL MIDOLLO OSSEO. COME E PERCHÉ' FARLO.













COS'E' IL MIDOLLO OSSEO ?
(vedi video siamo fatti così)


Il midollo osseo è un tessuto da cui originano tutte le cellule del sangue, ovvero i globuli rossi (ERITROCITI), i globuli bianchi (LEUCOCITI) e le piastrine (TROMBOCITI). Esso è localizzato nelle cavità delle ossa, in particolare delle ossa piatte (bacino, sterno, coste, vertebre e cranio).Il MIDOLLO OSSEO utilizzato per il trapianto viene definito in termine tecnico "midollo emopoietico", esso alla vista ha un aspetto simile al sangue. Il midollo osseo quindi non è midollo spinale!Le cellule staminali sono cellule progenitrici delle cellule del sangue, vengono prodotte nel midollo osseo ed immesse in circolo; queste hanno la peculiarità di essere totipotenti, ovvero sono in grado di riprodursi  ad un ritmo estremamente intenso e a differenziarsi nelle varie linee cellulari del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine).Le cellule progenitrici sono piuttosto scarse, ma possiedono un' enorme attività riproduttiva, ogni giorno infatti producono 200-400 miliardi di cellule (200 miliardi di eritrociti, 110 miliardi di leucociti e 100 miliardi di piastrine); inoltre sono in grado di replicarsi, in modo tale che, anche se dovessero in parte venire prelevate, mediante donazione, il loro numero resta invariato durante tutta la vita.La raccolta delle CELLULE  STAMINALI può essere fatta o dal midollo oppure  dal sangue periferico, dopo mobilizzazione con fattori di crescita.


COS'E' LA COMPATIBILITA' TESSUTALE ?


Ciascun individuo possiede un proprio patrimonio di geni, ereditati dai genitori, che li caratterizza in modo univoco. Alcuni di questi geni controllano l'espressione di strutture localizzate sulla superficie di tutte le cellule del nostro corpo (ANTIGENI).
Grazie a tali antigeni, caratteristici di ciascun individuo, il sistema immunitario riconosce le proprie cellule normali e reagisce contro quelle estranee o addirittura, se modificate, contro le proprie.
Nell'uomo,il gruppo di GENI che controlla il "riconoscimento" dei vari tessuti dell'organismo è definito Sistema HLA(Human Leucocyte Antigenes); tali caratteristiche genetiche possono essere determinate in modo diretto, tramite tecniche di biologia molecolare utilizzando il DNA oppure indirettamente con tecniche sierologiche.Tali test, genericamente chiamati tipizzazione tessutale oh HLA , assieme ad altri detti "funzionali" vengono utilizzati per stabilire la compatibilità tra donatore e ricevente, in caso di trapianto.Solo tra fratelli esiste una buona probabilità (25%) di possedere gli stessi determinanti HLA, mentre tra individui non consanguinei, ciò è molto raro.
Alcune malattie del sangue, fra cui gravi forme di leucemia (tumore del midollo osseo, che impedisce la normale produzione delle cellule del sangue) e LAPLASIA MIDOLLARE (malattia del midollo osseo che provoca la scomparsa dei suoi elementi e di conseguenza la mancata produzione delle cellule del sangue) possono ricercare la possibilità di guarigione nel trapianto di midollo osseo.
Sino a venti anni fa, tutti i trapianti di midollo osseo (oltre 70.000 nel mondo) venivano eseguiti esclusivamente tra fratelli HLA identici.
Tuttavia è stato constatato che il 70% dei soggetti affetti da emopatie letali non poteva usufruire di una terapia così valida come il trapianto, questo ha spinto gli ematologi a cercare il donatore al di fuori dell'ambito familiare.Grazie alla disponibilità nel reperire donatori non consanguinei  sono stati ottenuti  risultati soddisfacenti, ciò a consentito al nascere in tutto il mondo di Registri Nazionali di potenziali donatori di midollo osseo. ali organizzazioni costituiscono delle vere e proprie banche dati, che rendono accessibile ad un singolo paziente un pool di donatori estremamente ampio.


COS'E IL TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO

Molte emopatie maligne, tra cui gravi forme di leucemie (acute o croniche, mieloidi o linfoidi) o ereditarie (Thalassemia Major), fino a ieri considerate letali,oggi possono essere trattate e curate con la terapia trapiantologica. Risulta essere ovvio che, più il trattamento è precoce e le condizioni cliniche del paziente sono buone, tanto più i risultati saranno positivi e porteranno a guarigione.Il trapianto di midollo osseo (TMO) consiste nel sostituire un midollo malato o irreversibilmente danneggiato, con un midollo osseo sano capace di rigenerare tutte le cellule del sangue (eritrociti, eucociti,piastrine) ricostituendo le normali funzioni ematologiche e immunologiche.
Il TMO può essere autologo ovvero, viene utilizzato il midollo osseo dello stesso paziente dopo opportuno trattamento, oppure allogenico se il trapianto di midollo avviene con un donatore sano, in quest'ultimo caso è indispensabile reperire un donatore con caratteristiche genetiche simili (compatibilità tessutale) a quelle del ricevente.L'operazione di trapianto del midollo osseo consiste in due fasi ben distinte: la prima, durante la quale il paziente viene sottoposto a chemioterapia e/o a radioterapia, ha lo scopo di distruggere tutte le cellule midollari del paziente stesso, fra cui ovviamente anche quelle malate; la seconda consiste nel somministrare  al paziente, mediante trasfusione, il midollo osseo prelevato dal donatore.Le CELLULE STAMINALI del donatore HLA compatibile con il paziente, infuse tramite endovena, riescono a trovare da sole la strada per inserirsi nel sito di loro competenza ed iniziare a produrre i vari elementi cellulari.In un periodo variabile, normalmente tra una e due settimane dopo il trapianto, si incominciano a vedere i primi risultati, ovvero l'iniziale comparsa, nella circolazione sanguigna di nuovi globuli bianchi e successivamente degli altri elementi cellulari tra cui globuli rossi e piastrine.


CHI PUO' DIVENTARE DONATORE DI MIDOLLO OSSEO?

Il donatore di midollo osseo è uno dei pochi donatori che, una volta riscontrata la COMPATIBILITA' con un paziente in lista di attesa, ha la consapevolezza di poter contribuire al tentativo di salvare la vita di un individuo.Diventare donatore di MIDOLLO OSSEO è molto semplice, occorre avere un’età compresa tra i 18 (per motivi legali) e i 40 anni, un peso corporeo superiore ai 50 Kg, essere sano o comunque non affetto da malattie croniche o gravi come l'Aids e l'epatite ecc; (naturalmente gli esami a tali infezioni vengono eseguiti immediatamente prima dell'eventuale donazione di midollo osseo, in quanto il soggetto può infettarsi nel corso della vita). Il sesso è indifferente.La disponibilità del donatore una volta candidato alla donazione di midollo osseo è valida fino al compimento del 55 anno di età.

COME SI DIVENTA DONATORI  COMPATIBILI DI MIDOLLO OSSEO

Inizialmente occorre sottoporsi ad un normale prelievo di sangue che è completamente a carico del Servizio Sanitario, firmare l'adesione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo. I donatori di sangue  che abitualmente si rivolgono all'Avis possono chiedere di eseguire i prelievi in concomitanza alla donazione, anche in questo caso è preferibile comunicare l'intenzione e fissare un appuntamento.Il giorno stabilito per il prelievo, il candidato donatore deve recarsi al Centro prelievi del centro trasfusionale-(AVIS VERBANIA, DOMODOSSOLA)  senza impegnativa medica ma con tessera sanitaria.
I lavoratori dipendenti possono richiedere il rilascio di certificazione attestante il prelievo eseguito: la legge n.52 del 06/03/01 riconosce l'assenza retribuita dal posto di lavoro per prelievi, eventuali esami e per la donazione. Dopo la tipizzazione, i risultati dell'analisi vengono  inseriti in un registro nazionale computerizzato che raccoglie i dati provenienti da tutta Italia ed è in collegamento con altri centri di raccolta a livello internazionale.
Se viene riscontrata la compatibilità con un paziente in lista di attesa, il donatore viene richiamato dal Centro dove aveva eseguito il primo prelievo per eseguire ulteriori esami che confermino l'effettiva compatibilità con il paziente, se anche questi risultati soddisfano il livello di compatibilità tra donatore e ricevente, il donatore sarà richiamato ad effettuare il prelievo di midollo osseo nel centro più vicino alla sua città con la consapevolezza di poter salvare una vita!Il donatore ha il diritto, in qualsiasi momento di poter ritirare il suo consenso, è implicito che prima di iscriversi è opportuno valutare  le conseguenze morali relative alle speranze di vita del paziente, dei famigliari e di tutti coloro che si sono impegnati nella ricerca.Infine, importantissimo è comunicare sempre eventuali cambi di indirizzo in caso di trasferimento, per potervi rintracciare in caso di necessità per un paziente.Il prelievo di MIDOLLO OSSEO, da donatore non consanguineo, avviene mediante ripetute punture delle creste iliache (ossa del bacino); trattandosi di punture ossee il prelievo avviene in anestesia generale, oppure quella di tipo epidurale, mediante puntura lombare.Il prelievo dura in genere, poco più di un'ora; la quantità di sangue midollare che viene prelevata varia in rapporto al volume corporeo del ricevente, ma è di norma compresa fra i 700 e i 1000 ml, ciò non comporta alcun danno o menomazione al donatore. All'uscita dalla sala operatoria, a solo scopo precauzionale, si preferisce tenere il donatore sotto controllo per 12-24 ore, perciò sarà ospedalizzato almeno per un giorno.Al risveglio, egli avrà un lieve dolore nella zona del prelievo, che già all'uscita dall'ospedale  si trasforma generalmente in un indolenzimento che sparisce in pochi giorni e facilmente controllabile con analgesici comuni.Durante il prelievo di midollo, viene di solito trasfusa al donatore, una o due unità di sangue, precedentemente prelevate al donatore stesso, circa una o due settimana prima della data fissata per l'espianto; questo perché, da una parte, consente di bilanciare il volume di sangue circolante, dall'altra garantisce al donatore l'assenza dei rischi di infezione da trasfusione.La tutela del donatore è massima!Il midollo prelevato dal donatore si ricostruisce nell'arco di due settimane circa, riportando quindi il donatore stesso nella sua condizione iniziale, senza aver subito alcuna menomazione; non è necessaria l'assunzione di farmaci né prima né dopo la donazione, appare però opportuno prevedere che il donatore debba restare assente dalle sue abituali occupazioni non più di una settimana.Altra modalità di raccolta è il prelievo di cellule  staminali da sangue periferico entrato in vigore DM 3 MARZO 2005 per i donatori non consanguinei 




COME AVVIENE IL PRELIEVO DI CELLULE STAMINALI DA SANGUE PERIFERICO (PBSC)
 

Altra sede di raccolta del midollo osseo, oltre alle ossa del bacino, può essere il sangue periferico del donatore, ma poiché non contiene sufficienti quantità di cellule staminali emopoietiche utili per il trapianto, è indispensabile, prima del prelievo, aumentare il loro numero.
A tale proposito viene somministrato al donatore un fattore di crescita chiamato G-CSF (Growth-Colony Stimulating Factor, ovvero fattore stimolante la crescita cellulare).Tale sostanza, prodotta anche dall’organismo, permette di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio nel sangue periferico, consentendo la raccolta delle cellule staminali dal sangue periferico, anziché dalle ossa del bacino (creste iliache).
La stimolazione del midollo osseo, da parte del fattore di crescita G-CSF, può provocare alcuni disturbi, solitamente di lieve o moderata entità, (febbricola o febbre, cefalea, dolori ossei soprattutto al bacino, alla schiena, agli arti, senso di affaticamento e a volte perdita di appetito) controllabili con comuni antidolorifici.Tali disturbi scompaiono rapidamente senza lasciare sequele alla fine del trattamento. In un soggetto sano, la somministrazione del G-CSF consente di esplicare il suo effetto nell'arco di 4-5 giorni di trattamento: è questo il momento previsto per la raccolta.
La procedura mediante la quale vengono raccolte le cellule staminali emopoietiche richiede l'utilizzo di moderni separatori cellulari: il sangue viene prelevato dalla vena di un braccio e attraverso il circuito entra in un'apposita centrifuga dove la componente cellulare interessata (CSE) viene isolata, e successivamente raccolta in un'apposita sacca; il sangue restante viene reinfuso nella vena del braccio opposto, oppure in modo alterno, nello stesso braccio, nel caso di unico accesso vascolare. Per tutta la procedura, la cui durata varia dalle 3 alle 4 ore, il sangue che entra nel separatore non deve coagulare e per questo viene continuamente miscelato con una soluzione anticoagulante-conservante. 
In questo caso, non viene richiesta nessun tipo di anestesia.









FONTE TESTO: ADMO. 

L'IMPORTANZA DI DONARE IL SANGUE.


IL SANGUE E I SUOI  EMOCOMPONENTI.






Globuli rossi:(eritrociti o emazie) hanno la funzione di

 trasportare l'ossigeno ai tessuti eliminando l'anidride

 carbonica. Presiedono alla regolazione dell'equilibrio acido-

 base del sangue. Sono costituiti per il 65% di acqua e per il

 35% di sostanze solide (95% di emoglobina e 5% di lipidi,

 enzimi).Posseggono sulla loro superficie gli antigeni dei

 gruppi sanguigni.

Il numero dei globuli rossi, di media, va da 4,2 a 6 milioni 

per millimetro cubo.




Globuli bianchi: (o leucociti) hanno una funzione di difesa 

dell'organismo.

Alcuni servono a distruggere le sostanze estranee penetrate

 nell'organismo; altri servono alla formazione di anticorpi.


Sono divisi in Granulociti, Linfociti e Monociti.


I valori normali vanno da 4.000 a 10.000 per millimetro

cubo.




Piastrine: sono i più piccoli elementi del sangue. In un

 millimetro cubo si trovano circa 300.000 piastrine. La loro 

durata media è brevissima: 3-5 giorni. La loro funzione è 

importante nella coagulazione del sangue.










 LA PARTE LIQUIDA DEL SANGUE




Il plasma: rappresenta la componente liquida del sangue,


grazie alla quale le cellule sanguigne possono circolare. 


Il plasma è costituito prevalentemente da acqua (90%), 


nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze quali 


proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni,


vitamine, anticorpi e fattori della coagulazione.

Le Funzioni del sangue Il sangue esercita numerose

funzioni all'interno dell'organismo:

  • Respiratoria (scambio ossigeno/anidride carbonica)
  • Nutritizia (porta a tutte le cellule le sostanze nutrienti)
  • Escretrice (raccoglie i rifiuti che convoglia agli organi 
destinati a distruggerli)


  • Termoregolatrice (distribuisce il calore);
  • Regola l'equilibrio idrico (per mezzo del plasma);
  • Difesa (trasporta i globuli bianchi e gli anticorpi);
  • Coagulante, grazie all'azione delle piastrine e dei fattori 
   plasmatici della coagulazione.







PERCHè DONARE IL SANGUE?





"Donare il sangue è un gesto di solidarietà... Significa dire

con i fatti che la vita di chi sta soffrendo mi preoccupa." 




Il sangue non è riproducibile in laboratorio ma è

indispensabile alla vita Indispensabile nei servizi di primo

soccorso, in chirurgia nella cura di alcune malattie tra le

quali quelle oncologiche e nei trapianti.Tutti domani

potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo.

Anche tu. La disponibilità di sangue è un patrimonio

 collettivo di solidarietà da cui ognuno può

attingere nei momenti di necessità. 



Le donazioni di donatori periodici, volontari, anonimi,

non retribuiti e consapevoli... rappresentano una garanzia

per la salute di chi riceve e di chi dona 



CHI PUò DONARE 


Condizioni di base per il donatore :




  • Età : compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a

diventare donatori di sangue intero), 65 anni (età massima

per proseguire l'attività di donazione per i donatori 

periodici), con deroghe a giudizio del medico.




  • Peso: Più di 50 Kg



  • Pulsazioni: comprese tra 50-100 battiti/min (anche con

frequenza inferiore per chi pratica attività sportive); 


  • Pressione arteriosa: tra 110 e 180 mm di mercurio; 

     (Sistolica o MASSIMA) / tra 60 e 100 mm di mercurio 

     (Diastolica o MINIMA);



  • Stato di salute: buono;



  • Stile di vita: nessun comportamento a rischio.




Auto esclusione:




È doveroso autoescludersi per chi abbia nella storia 

personale:

  • assunzione di droghe
  • alcolismo
  • rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie
  • infettive (es. occasionali, promiscui, ...)
  • epatite o ittero;
  • malattie veneree;
  • positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL);
positività per il test AIDS (anti-HIV 1);
  • positività per il test dell'epatite B (HBsAg);
  • positività per il test dell'epatite C (anti-HCV);
  • rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse 
  nell'elenco.

L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e 

l'altra è di 90 giorni.La frequenza annua delle donazioni non

deve essere superiore a 4 volte l'anno per gli uomini e 2

volte l'anno per le donne.Chi intende diventare donatore di 

sangue può recarsi presso una sede o un centro di raccolta

Avis o un Servizio trasfusionale dell'ospedale della propria

 città. 








Colloquio con il medico


Il colloquio aiuterà a stabilire l'idoneità e ad individuare


quale tipo di donazione è più indicata: sangue intero o 

aferesi.

Dopo la visita medica verrà effettuato il prelievo del

sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio

prescritti per accertare l'idoneità al dono. 

Accertata l'idoneità il nuovo donatore verrà invitato ad

effettuare la prima donazione Valutazione clinica e firma

del modulo di accettazione e consenso alla donazione Ad

ogni donazione il medico per prima cosa effettuerà una 

valutazione clinica del donatore (battito cardiaco,

pressione arteriosa, emoglobina), quindi l'intervista per

l'accertamento di eventuali situazioni che rendano la 

donazione controindicata tanto per la sicurezza del

donatore che per quella del ricevente (tra cui i 

comportamenti a rischio intercorsi dall'ultima donazione)

e richiederà al donatore la firma del consenso alla

donazione. Il mattino del prelievo è preferibile essere a

digiuno o aver fatto una colazione leggera a base di frutta

fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non

condito o altri carboidrati semplici. Le donne che hanno in 

corso la terapia anticoncezionale non devono sospenderne

l'assunzione quotidiana. 






IL PRELIEVO




Il prelievo di sangue intero è assolutamente innocuo per il 


donatore e ha una durata di circa 5-8 minuti. Il volume

massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale 

a 450 centimetri cubici +/- 10%. 







DOPO IL PRELIEVO



Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i

liquidi e migliorare il comfort post donazione.

Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge una

giornata di riposo retribuita. Esami obbligatori ad ogni 

donazione e controlli periodici



Ad ogni donazione il donatore e il sangue prelevato vengono 

sottoposti a determinati esami del sangue.






L'INTERVALLO DI TEMPO TRA UNA DONAZIONE E L'ALTRA.



L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e


l'altra è di 90 giorni.Di norma, quindi, gli uomini possono

donare sangue intero 4 volte l'anno, mentre le donne 2

volte l'anno.Le donne non possono donare sangue durante le

mestruazioni o la gravidanza, e per un anno dopo il parto.

La sicurezza degli emocomponenti trasfusi (sangue intero,

globuli rossi, piastrine, plasma) costituisce l'obiettivo 

primario che il Servizio Sanitario Nazionale e i trasfusionisti

si sono imposti.E' la sicurezza lo strumento attraverso

il quale viene tutelata la salute dei donatori e dei pazienti. 

Le indagini di laboratorio hanno, tra le altre, tre finalità

principali:
  • Verificare la corrispondenza del gruppo sanguigno

  • Escludere la trasmissione di malattie infettive.

  • Salvaguardare la salute del donatore.
Le centrifugazione e separazione dei componenti del sangue

si ottengono così:

  • una sacca di globuli rossi
  • una sacca di plasma

  • buffy-coat (leucociti e piastrine)

Lavorazione (centrifugazione e separazione dei

componenti ematici)


Il sangue è composto di elementi di peso diverso, una parte

liquida (il plasma) e una parte corpuscolata (cellule) 

costituita da globuli rossi o eritrociti, globuli bianchi o 

leucociti, piastrine. Mediante centrifugazione si procede

alla separazione degli elementi: globuli rossi, leucociti con 

le piastrine (buffy coat), e plasma, che vengono trasferiti 

in apposite sacche collegate sterilmente alla sacca madre

I tre prodotti derivati dalla centrifugazione sono conservati

alla temperatura più idonea al loro mantenimento, ma 

non possono essere utilizzati sino a che la fase di 

validazione biologica non le renderà disponibili per

l'assegnazione. 





IL SANGUE  E' INDISPENSABILE PER...



Il sangue è indispensabile :

  • nei servizi di primo soccorso e di emergenza urgenza
  • in interventi chirurgici e trapianti di organo
  • nella cura delle malattie oncologiche
  • nelle varie forme di anemia cronica

Il fabbisogno di sangue e di emocomponenti non si verifica 

solamente in presenza di condizioni o eventi eccezionali 

quali terremoti, disastri o incidenti, o durante interventi 

chirurgici ma anche nella cura di malattie gravi quali 

tumori, leucemie, anemie croniche, trapianti di organi e di

tessuti.

Il sangue, con i suoi componenti, costituisce per molti 

ammalati un fattore unico e insostituibile di 

sopravvivenza:

  • globuli bianchi per la cura di leucemie, tumori, 
  intossicazioni da farmaci
  • globuli rossi per la cura di anemie, emorragie
  • piastrine per malattie emorragiche
  • plasma quando vi siano state grosse variazioni 
 quantitative dovute ad ustioni, tumori del fegato, carenza
 dei fattori della coagulazione non diversamente disponibili;
  • plasmaderivati Fattore VIII e IX per l'emofilia A e B;
  • immunoglobuline aspecifiche per alcune malattie; 
  • immunologiche, albumina su alcune patologie del fegato e
  dell'intestino.

 Per ogni unità raccolta, sia essa di sangue  intero, plasma o

 piastrine o altri emocomponenti, vengono  effettuati 

accertamenti di laboratorio, atti a valutarne 
  
l'idoneità a essere trasfusa e precisamente: emocromo
      
 completo per lo studio di globuli rossi, globuli bianchi e 
  
 piastrine.
    • Transaminasi ALT (per lo studio del fegato)
    • Sierodiagnosi per la lue o sifilide
    • HIV Ab 1-2 (per l'AIDS)
    • HBs Ag (per l'epatite B)
    • HCV Ab e ricerca di costituenti virali dell'HCV 
    • per l'epatite C
    • Controlli e determinazione del gruppo sanguigno e del 
  •   fattore Rh.

  • Secondo le normative vigenti in campo trasfusionale infatti, 

  • nessuna unità può essere distribuita se non è stata prima 

  • testata per le evidenziabili malattie virali a oggi trasmissibili. 


  • Il donatore periodico, oltre agli esami sopra riportati, 

  • ogni anno deve essere sottoposto ai seguenti esami:

  • creatininemia, glicemia, proteinemia, sideremia,

  • colesterolemia, trigliceridemia, ferritinemia.



  • Oggi la sicurezza trasfusionale si basa su:
    • ricorso a donatori periodici e consapevoli;
    • esecuzione dei test disponibili per la rilevazione dei
  •  principali agenti infettivi trasmissibili;
    • buon uso del sangue.



    Autoesclusione dalla donazione.




    Fermo restando che  i controlli  effettuati su ciascuna

    unità prelevata e l'aiuto del medico trasfusionista, 

    vincolato dal segreto professionale, a chiarire e 

    valutare le specifiche situazioni

  • è doveroso  autoescludersi per chi abbia nella

  • storia personale:

    • assunzione di droghe
    • rapporti sessuali ad alto rischio di malattie infettive
    •  trasmissibili (ad es. rapporti occasionali, a pagamento,
    •  con persone sconosciute, promiscui)
    • epatite o ittero
    • malattie veneree
    • positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL)
    • positività per il test AIDS (anti-HIV 1)
    • positività per il test dell'epatite B (HBsAg)
    • positività per il test dell'epatite C (anti-HCV)
    • rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse
    •  nell'elenco
    L'autoesclusione dalla donazione avviene senza dover dare

  • spiegazioni a nessuno.

Alcuni tipi di donazione



Sangue intero - Plasma -(plasmaferesi) - Piastrine 

(piastrinoaferesi) - Donazione multipla di emocomponenti - 


Autotrasfusione





Donazione di sangue intero. Il prelievo di sangue intero è

assolutamente innocuo per il donatore e ha una durata di 

circa 5-8 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato,

stabilito per legge, è uguale a 450 centimetri cubici +/- il 

10%.



Plasmaferesi: donazione di plasma Nell’aferesi (termine

greco che significa l’atto del "portar via"), attraverso l’uso

di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore 

soltanto la componente ematica di cui si ha necessità:

plasma (plasmaferesi) o piastrine (piastrinoaferesi), 

restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. 


Soltanto una parte del fabbisogno annuo di albumina e

fattore VIII e degli altri plasmaderivati viene prodotta in 

Italia; la restante parte deve essere importata comportando 

una spesa notevole e un potenziale maggior rischio di 

malattie trasmissibili.




Come si dona il plasma


La plasmaferesi si esegue con apparecchiature che 

prelevano il sangue e ne separano le componenti, 

restituendo le cellule al donatore in un processo continuo,

attraverso un unico accesso venoso.

Questa donazione ha una durata variabile da 35 minuti a 50

minuti circa, si effettua preferibilmente su 

appuntamento  e poiché sono necessarie apparecchiature

specifiche (separatori cellulari) si effettua presso 

strutture trasfusionali abilitate


I requisiti per la donazione del plasma sono simili a quelli

per la donazione del sangue intero. L'intervallo tra una 

donazione e l'altra di solo plasma, può essere anche di 

solo 14 giorni poiché il plasma si rigenera molto 

rapidamente) senza alcuna conseguenza o ripercussione 

negativa.




COS'E' IL PLASMA?



Il plasma rappresenta la componente liquida del sangue,

grazie alla quale le cellule sanguigne possono circolare. Il 

plasma è costituito prevalentemente da acqua (oltre il 

90%), nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze

quali proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, 

vitamine, anticorpi e fattori della coagulazione.




Alcune delle sostanze ottenute dal plasma e loro 
funzionalità principali

Albumina trasporta diverse componenti del sangue e 

sostanze nutritive. E' una proteina utilizzata nel 


trattamento di alcune malattie del fegato e dei reni 

(cirrosi, nefrosi , ecc.) per la cura di stati patologici gravi 

come lo shock da ustioni, da trauma, ecc.





Immunoglobuline.

  • Sono sostanze protettive o anticorpi che si sviluppano 
normalmente a contatto con diversi agenti estranei 

all'organismo, o dopo vaccinazioni. Il loro uso in forma

concentrata protegge le persone che non hanno anticorpi

specifici per una determinata malattia. Costituiscono un 

aiuto prezioso nel caso di persone la cui resistenza alla 

infezioni sia diminuita o in alcune patologie 

immunologiche.

Fattori della coagulazione 


  • Sono fondamentali per i pazienti affetti da emofilia A e
  B.




Piastrinoaferesi: donazione di piastrine.

La piastrinoaferesi consiste nel prelievo delle sole piastrine.
Oltre ai requisiti necessari alla donazione di sangue intero, 
il donatore di piastrine dovrà avere un normale assetto 
emocoagulativo.
Può essere effettuata con metodica di centrifugazione 
mediante alcuni cicli durante i quali l’apparecchiatura 
utilizzata separa la parte corpuscolata del sangue dal 
plasma; quest’ultimo viene raccolto in una sacca satellite
in attesa di essere restituito al donatore. Dalla parte 
corpuscolata vengono estratte automaticamente a circuito
chiuso, senza possibilità di contaminazione, le piastrine
 che  si raccolgono in una apposita sacca.
Il ciclo si conclude con la reinfusione al donatore del 
plasma, dei globuli rossi e dei globuli bianchi. A questo 
punto inizia il nuovo ciclo, fino al raggiungimento della 
quota desiderata di piastrine. Non si possono eseguire di
norma più di 6 piastrinoaferesi l’anno; l’intervallo minimo 
consentito tra due piastrinoaferesi e tra una 

piastrinoaferesi e una donazione di sangue intero è di
 quattordici giorni, mentre tra una donazione di sangue 
intero e una piastrinoaferesi è di un mese. Tutto il
 procedimento dura circa un’ora e mezza. Le piastrine
 raccolte verranno utilizzate entro 5 giorni dal prelievo
 per la terapia di alcune gravi malattie come per esempio 
le leucemie, per i pazienti oncologici in chemioterapia e
come supporto fondamentale nei trapianti di midollo 
osseo.



Donazione multipla di emocomponenti .

Grazie all'impiego di separatori cellulari è oggi possibile 

effettuare anche donazioni multiple di emocomponenti

come ad esempio una  eritroplasmaferesi (donazione di 

plasma e globuli rossi), 

una eritropiastrinoaferesi (donazione di globuli rossi e

piastrine) , una donazione di piastrine raccolta in due 

sacche, una plasmapiastrinoaferesi (donazione di plasma e

 piastrine).






Autotrasfusione

L’autotrasfusione è una procedura trasfusionale che 
consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso 
sangue e si realizza con una delle seguenti modalità:
  • predeposito

  • recupero perioperatorio

  • emodiluizione normovolemica.

Il metodo più utilizzato è il predeposito, una tecnica 
trasfusionale con la quale si preleva il sangue dal donatore
 che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di
 sangue che si possono verificare nel corso di interventi 
chirurgici programmati.


Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità 
di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere 
la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da 
Consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento
operatorio e/o successivamente allo stesso. Il sangue 
prelevato viene conservato secondo i metodi tradizionali e 
quindi trasfuso, in caso di necessità.




I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono:
  • eliminazione delle reazioni di incompatibilità
  • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie 
  infettive
  • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi,
  • con possibili manifestazioni a distanza
  • risparmio di sangue
Il paziente deve essere informato che le unità predepositate 
vengono conservate fino a scadenza della componente 
eritrocitaria e che sono disponibili solo per le sue necessità 
trasfusionali.La scadenza dell’unità di predeposito, le 
relative modalità di conservazione e di trasporto sono 
analoghe a quelle per le unità di sangue omologhe.


FONTE AVIS